domenica 3 giugno 2018

#075 - I muri dipinti di Mugnano

foto Maurizio Leoni, 2018 - Mugnano Perugia
Quando nel marzo del 2014 i miei amici romagnoli Renzo e Guerrino mi accompagnarono in una delle nostre zingarate fotografiche, a visitare la città di Dozza (BO), celebre per le sue vie decorate con dipinti di ogni tipo, non immaginavo che anche dalle mie parti potesse esistere un borgo con le stesse qualità e caratteristiche.
Lo scoprii tre anni dopo, nel momento in cui mi addentrai per i vicoli di Mugnano, storica frazione ai margini del territorio comunale di Perugia e distante circa 5 Km in linea d’aria dal Lago Trasimeno.
Fino ad allora per me Mugnano era conosciuto come il paese di Fabrizio Ravanelli calciatore del Perugia, della Juventus e della Nazionale e per la vicinanza a Fontignano, dove il pittore Pietro Vannucci detto il Perugino morì di peste nel 1523 e dove ancora è possibile visitarne la tomba all’interno della Chiesa dell'Annunziata.
Mugnano invece è molto di più, a partire dal contesto agricolo e naturale nel quale è inserito, fino ai suoi splendidi monumenti quali l’Abbazia Benedettina, il Castello trecentesco, la Chiesa di San Benedetto, il Monumento ai Caduti, il Monumento al Lavoro e il Monumento Solidarietà-Unione-Fratellanza.
A Mugnano ha sede anche la Banda Nazionale Garibaldina.
Dal prezioso fascicolo “Mugnano il paese dei muri dipinti” a cura della Pro Loco di Mugnano si legge: “L'Associazione Filarmonica "Caduti per la patria" di Mugnano, nasce nel 1924 per volontà di un gruppo di ex combattenti, artigiani appassionati di musica.”
Dal 1983 Mugnano ha ospitato ben 46 artisti che hanno decorato ogni angolo di questa straordinaria cittadina a partire da Antonio Tamburro (Ricordi del passato) fino a José Carlos Araoz (La carità di San Martino, 2017) passando per gli amici Raffaele Tarpani (San Francesco benedicente, 1983) e Stefano Chiacchella (La rivolta del grano 1918, 2016) ed altre bravissime pittrici e pittori.
Ci sono tornato qualche giorno fa per scattare delle fotografie al fine di illustrare questo post e mi sono guardato intorno cercando di immaginare da quale artista e in quale parete verrà realizzato il prossimo murales.
Attendiamo fiduciosi una nuova meraviglia che renderà questo paese ancora più unico.
Viva Mugnano!

Maurizio Leoni

foto Maurizio Leoni, 2017 - opera di Franco Troiani, La danza, 1983


foto Maurizio Leoni, 2017 - opera di Raffaele Tarpani, San Francesco benedicente, 1983


foto di Maurizio Leoni, 2018 - opera di Stefano Chiacchella, La rivolta del grano 1918, 2016

foto di Maurizio Leoni, 2018 - opera di José Carlos Araoz, La carità di San Martino, 2017







lunedì 19 marzo 2018

#074 – Centro Fotografico Tifernate

foto di Remo Odoni










Nella giornata di ieri, nonostante la pioggia incessante, gli schizzi e le buche, Vinicio, la Manu ed io, a bordo della Viciussmobile con tanto di nube tossica interna e vetro appannato, siamo riusciti a vivere una giornata esilarante, densa di amicizia, di fotografi e di fotografia.
Siamo passati dagli apparecchi da acquistare o barattare nella 60° Mostra Mercato di Materiale Fotografico d’Occasione di Umbertide, alla carbonara consumata in trattoria, discutendo tra un bicchiere e l’altro di vecchi e introvabili libri fotografici.

Dopo il rituale del caffè e della mezza grappa eccoci a Città di Castello per presenziare ai due bellissimi eventi organizzati dal Centro Fotografico Tifernate, presieduto dalla bella e brava fotografa Chiara Burzigotti.
All’interno della magnifica cornice di Palazzo Bufalini abbiamo potuto visitare la mostra collettiva “Paesaggi” di trentuno autori del CFT (Alessio Acquisti, Alvaro Tacchini, Andrea Maggini, Andrea Moni, Benedetta Burani, Chiara Burzigotti, Daniele Bricca, Dante Renzacci, Enrico Milanesi, Enzo Marcucci, Federico Puletti, Francesca Maestri, Francesca Meocci, Francesco Capaccioni, Giancarlo Clerici, Gilberto Poccioni, Ilaria Santinelli, Julian Biagini, Laura Rebiscini, Lauredana Biccheri, Lino Sgaravizzi, Matteo Cesari, Nicola Gialli, Pina Petricci, Remo Odoni, Salvatore di Silvestro, Sandro Morvidoni, Silvio Veschi, Sonia Ciabucchi, Stefano Rossi, Valter Scappini).

All’inizio dell’esposizione un cartello sottolineava il rapporto stretto del CTF con la propria città:
In quasi 40 anni di attività il Centro Fotografico Tifernate (fondato nel 1980) ha proposto numerose mostre collettive diventate, annualmente e con cadenza più o meno regolare, un appuntamento atteso e consueto per i soci fotografi e per la cittadinanza. È sempre stato molto forte il legame del CFT con la città e, se vari e numerosi sono stati i temi affrontati, varie sono state anche le sedi che a Città di Castello hanno ospitato le mostre collettive. (…)
Appeso al muro un altro testo presentava la mostra:
La scelta del “paesaggio” come tema per questa mostra è dettata principalmente da un generale interesse per questo genere di fotografia da parte di numerosi soci del Centro Fotografico Tifernate. (…) 31 autori, per altrettante chiavi di lettura del paesaggio, presentano un pezzo di mondo e un pezzo di loro stessi in un percorso espositivo costituito da 150 immagini: piccole ricerche fotografiche, compiute in pochi scatti, o estratti di progetti più ampi, in divenire, scatti piacevoli o dissonanti, scatti a lungo meditati ed elaborati o attimi fuggenti rubati velocemente al tempo e allo spazio.

La ciliegina sulla torta ci è stata offerta dall’incontro pubblico con l’autore umbro Maurizio Biancarelli, fotografo naturalista di livello internazionale, che ci ha allietato con la presentazione, come al solito colta e raffinata, dei suoi “Paesaggi Vivi”, con immagini del grande nord (Islanda) e delle montagne italiane facenti parte di un grande progetto collettivo denominato L'Altro Versante

Tanti complimenti al nostro Maurizio Biancarelli, mille grazie alla presidente del CTF Chiara Burzigotti, al leader storico Enrico Milanesi, all'amica Francesca Meocci e a tutti gli altri amici fotografi che non cito per brevità ma che racchiudo in un unico grande abbraccio.
Un pensiero speciale per il caro amico Marcello Volpi che saluto.

Maurizio Leoni

foto di Manuela Giovagnola

sabato 10 marzo 2018

#073 - Perugia Photo Marathon 2017



Fotografare mi fa star bene e così un po’ per gioco e un po’ per amore decisi di partecipare alla Perugia Photo Marathon 2017 del 21 maggio scorso, una sorta di concorso estemporaneo per fotografi.
Ci siamo ritrovati in pieno centro vestiti tutti con la maglietta d’ordinanza e tutti più o meno armati di attrezzature d’avanguardia, dal fotofonino d'ultimissima generazione all’obiettivo più performante, battagliando ognuno per le proprie capacità e secondo i tre temi che ogni tre ore venivano assegnati.
L’esperienza è stata divertente grazie alle capacità organizzative messe in campo, alla bella giornata di sole e alla magnificenza del nostro capoluogo.
Da ogni dove sbucavano magliette azzurre e persone divertite intente a cogliere il momento decisivo, tanto per dirla alla HCB.
Quest’anno la tappa perugina è stata cancellata e se qualcuno vorrà competere a suon di clik, esprimersi artisticamente o cazzeggiare con gli amici dovrà spostarsi su e giù per il Paese, isole comprese.

Della tappa umbra ho rinvenuto in internet questo video Perugia Photo Marathon - 21 Maggio 2017

Ecco invece le tappe dell’edizione 2018:

aprile - Genova
maggio - Firenze
maggio - Roma
giugno - Reggio Emilia
giugno - Milano
settembre - Torino
ottobre - Palermo

Il sito ufficiale: www.italiaphotomarathon.it

Di seguito le foto che ho presentato l'anno passato per ogni tema assegnato:
Teatro umano

Solido e forte

Saliscendi

Vie d'acqua

Porte aperte

Elemento naturale

Postmoderno

Cari ricordi

L'imbrunire

domenica 4 marzo 2018

#072 – Parco delle Sculture di Brufa

Broken Circle, 2011 opera di Beverly Pepper - foto Leoni 2013

Si celebrerà il 14 marzo 2018 con diverse iniziative in tutto il Paese la seconda edizione della Giornata Nazionale del Paesaggio istituita con Decreto Ministeriale n. 457 del 7 ottobre 2016.

Tutti sanno che le prime norme di tutela e protezione delle bellezze naturali fanno parte del nostro ordinamento giuridico già dal 1939, mentre più recentemente il comma 1 dell’art. 131 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) ha statuito che “Per paesaggio si intende il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni”.
Il comma 5 dello stesso articolo recita “La valorizzazione del paesaggio concorre a promuovere lo sviluppo della cultura. A tale fine le amministrazioni pubbliche promuovono e sostengono, per quanto di rispettiva competenza, apposite attività di conoscenza, informazione e formazione, riqualificazione e fruizione del paesaggio nonché, ove possibile, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati. La valorizzazione è attuata nel rispetto delle esigenze della tutela”.
Il Paesaggio pertanto non è solo riconosciuto come un bene da proteggere e tutelare, ma esso stesso rappresenta una qualità culturale e identitaria da promuovere e valorizzare in tutti i modi.
Sono partito molto da lontano per presentarvi un luogo dove i cittadini e le istituzioni hanno saputo conservare l’ambiente rurale esistente impreziosendolo con l’aggiunta di opere d’arte realizzate ogni anno da grandi artisti italiani e stranieri.
Salendo verso l’antico borgo di Brufa, frazione del Comune di Torgiano, il visitatore non solo può beneficiare dell’incantevole panorama umbro che spazia in tutte le direzioni e del paesaggio rurale composto delle Strade dei vini del Cantico, ma anche del meraviglioso Parco delle Sculture di Brufa che va a costituire un unico grande esempio di Land Art.
Nel portale del turismo della Città di Perugia possiamo leggere “Scultori a Brufa. La Strada del Vino e dell’Arte” è un percorso all'aperto di sculture contemporanee realizzate da artisti di fama nazionale ed internazionale, che si snoda lungo il crinale della collina e nel borgo di Brufa.
È frutto di un'esperienza artistica nata nel 1987, per volere della Pro Loco di Brufa, in collaborazione con il Comune di Torgiano, che evidenzia il connubio tra la scultura e il paesaggio agrario, modellato nel corso dei secoli dal lavoro dell’uomo, con la coltivazione della vite e dell'olivo.
Ogni anno viene invitato un artista a collocare in permanenza un’opera sulla collina di Brufa. È un evento importante che presuppone anche l'avvio di un legame dell'artista con gli abitanti del borgo.
Questi sono gli artisti che, in ordine cronologico, hanno partecipato alle trenta edizioni svolte fino al 2016:
Massimo Pierucci, Marcello Sforna, Mario Pizzoni, Agapito Miniucchi, Giuliano Giuman, Aurelio De Felice, Bruno Liberatore, Nino Caruso, Loreno Sguanci, Umberto Mastroianni, Mirta Carroli, Carlo Lorenzetti, Joaquín Roca-Rey, Nicola Carrino, Giuliano Giuliani, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Mauro Staccioli, Valeriano Trubbiani, Pietro Cascella, Teodosio Magnoni, Federico Brook, Umberto Corsucci, Ettore Consolazione, Beverly Pepper, Federica Marangoni, Marco Mariucci, Tito Amodei, Paolo Pasticci, Hidetoshi Nagasawa.
Nel 2017 è stato invitato lo scultore e architetto Gianni Pettena che ha realizzato una bellissima e interessantissima opera dal titolo Architecture forgiven by nature reinterpretando l’edificio esistente “la botte dell’acqua” che domina in cima al “toppo”.
Quale altra sorpresa artistica ci riserverà la Pro Loco di Brufa nel 2018?


Architecture forgiven by nature, 2017 opera di Gianni Pettena - foto Leoni 2018



L'Equilibrista, 1988 opera di Marcello Sforna - foto Leoni 2018



L'Uomo di Brufa, 2013 opera di Marco Mariucci - foto Leoni 2018



La Porta di Dioniso, 1994 opera di Nino Caruso - sketch Leoni 2018

sabato 17 febbraio 2018

#071 - La Mia Umbria

Pian Grande, 2013 - foto di Enzo Fratalia

Sono nato sotto questo cielo e per questo ringrazio Dio.
Questa terra di mezzo lontano dal mare, oltre che accogliermi quotidianamente, continua ad esercitare su di me sempre lo stesso richiamo intimo e spirituale, donandomi allo stesso tempo conforto, amicizia, sogni e bellezza.
Sarà forse per le mie debolezze che di tanto in tanto ho bisogno di un sostegno speciale che solo un posto così privilegiato può regalarmi.
Come ho già scritto sul mio piccolo libro Umbria Terra Natìa pubblicato da Edizioni Era Nuova nel 2015 "Mi piace pensare di essere un esploratore alla scoperta di terre lontane e invece sono solo un piccolo viaggiatore alla ricerca di se stesso”.
Ecco, il viaggio continua, ne sento il bisogno.
Un nuovo viaggio dell’anima e del cuore per i luoghi che amo di più.
Continuerò a raccontare di me, della mia gente e della mia regione attraverso le immagini della mia fotocamera, gli appunti del mio taccuino e i disegni del mio sketchbook, per chi vorrà ascoltare, leggere e vedere.
Lo farò di volta in volta attraverso le pagine di questo blog, sempre con la voglia d’imparare e mai con la presunzione d’insegnare.
Grazie in anticipo per chi vorrà seguirmi durante questo mio percorso interiore da pellegrino della domenica, da globe-trotter dell’Appennino, da marinaio d’acqua dolce, da nomade del sagrantino.
Arrivederci a presto!
Ciao, M.

sabato 28 ottobre 2017

#070 - Vinicio Drappo a Palazzo della Penna


Vinicio Drappo è un grande fotografo, non c’è alcun dubbio.
È uno bravo, forte, che spacca, come ce ne sono pochi in giro.
Il 4 novembre, ore 17:30, verrà inaugurata una sua personale a Perugia dal titolo [con]temporanea visitabile fino al 26 novembre a Palazzo della Penna.
Non voglio aggiungere altro!
Venite numerosi, giuro che non rimarrete delusi.



sabato 17 dicembre 2016

#069 - L'infinito


© L’infinito 2016 foto di Maurizio Leoni


Non sono stato certamente il primo a fotografare il cielo e non sarò di sicuro neanche l’ultimo.
Già avevamo parlato nelle pagine di questo blog di Le nuvole di Stieglitz e probabilmente tutti voi conoscerete il lavoro di Luigi Ghirri intitolato l’Infinito, dove il genio assoluto e indiscusso della fotografia italiana ha immortalato il cielo in tutti i giorni dell’anno, fino a comporre 365 immagini dello spazio celeste, tutte raccolte in questo volume.

Per me il cielo è in particolar modo quello notturno delle sere d’estate, quando dal balcone di casa mia, seduto su una sdraio, osservo l’infinità dell’universo immobile al mio sguardo, fatta eccezione per qualche piccola luce colorata ed intermittente che mi segnala la presenza di un aereo di linea in galleggiamento tra le stelle.

Ed è in questa situazione di totale rilassamento che inizia il mio viaggio virtuale il quale mi porta a esplorare con il solo mezzo della fantasia mondi sconosciuti e irreali, quasi a voler sfidare ogni legge fisica dello spazio e del tempo.

Così quando ho letto il bando del concorso fotografico del Premio Insula Romana, svoltosi nella mia città di Bastia Umbra, dal tema “Il viaggio”, ho subito pensato al cielo come spazio ideale per viaggiare:

Titolo:

L’infinito (anno 2016)

Descrizione:

Il cielo, uno spazio sconfinato dove l’anima di ognuno può muoversi liberamente.
Un viaggio ipotetico alla scoperta di mondi interiori, emotivi, onirici, irrazionali.
Il cielo, un luogo perfetto per perdersi e poi ritrovarsi.


Citazione:

“Così tra questa immensità s’annega il pensier mio:
e il Naufragar m’è dolce in questo mare”
Giacomo Leopardi.

Dulcis in fundo, domenica 27 novembre 2016, nella splendida cornice della Sala Congressi di Umbria Fiere ho avuto la fortuna e l'onore di ritirare il primo premio… che fa sempre piacere.

Buon Natale.