venerdì 7 marzo 2014
#030 - Ex Libris del Gruppo Polaser a Vernice Art Fair
Del progetto Ex Libris avevamo già parlato nel Post #002 del 4 maggio 2013.
Adesso è finalmente giunto il momento di tirare le somme e di presentare il lavoro al pubblico.
L’occasione speciale sarà quella di Vernice Art Fair 2014 che si terrà a Forlì Fiera nei prossimi giorni 21-22-23 marzo.
Andrea Drei sulla pagina Facebook del Gruppo Polaser scrive: Ex Libris è un progetto fotografico/letterario trasportato nel famoso taccuino “a libro” orizzontale con pagine nere.
Ogni autore ha scelto e interpretato un libro, realizzato una serie di immagini ispirate dal contenuto del libro e riportate secondo il suo sentire nel taccuino insieme a brani tratti dal libro e/o ai propri pensieri.
La presentazione a Vernice sarà una moderna installazione in cui l’opera (la Moleskine e il libro a cui l’autore si è ispirato) interagirà con i visitatori che potranno toccare, sfogliare, leggere e rapportarsi con i lavori degli artisti del Gruppo Polaser esposti.
Vi aspettiamo numerosi.
mercoledì 26 febbraio 2014
#029 - Massimo Siragusa
Massimo Siragusa
A scanso di equivoci oggi sento l’obbligo di ribadire
che mi occupo di questo blog per imparare e non per insegnare.
La premessa è doverosa specialmente per il lavoro raffinato e complesso che voglio presentarvi oggi che è “Teatro d’Italia” di Massimo Siragusa.
Un lavoro di fronte al quale è facile non sentirsi all’altezza.
Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente l’autore, ma mi è bastato sfogliare le pagine del suo libro, edito da Contrasto e curato da Renata Ferri, per rimanere incantato dalla bellezza delle immagini che vanno oltre il racconto dei luoghi o l’interpretazione dello spazio e che molto ci narrano della qualità e della sensibilità di Massimo Siragusa.
Una realtà immobile, suggellata da impronte moderne ma che imbriglia lo sguardo rievocando antichi splendori.
Fotografie che colpiscono per l’armonia e l’equilibrio le quali mi hanno rimandato spontaneamente a due concetti, l’ordine contro il caos e il paesaggio come teatro.
Molto bello è anche il testo di Luca Doninelli di cui non vi anticipo niente.
Teatro d’Italia è stato premiato con il Premio Marco Bastianelli 2013 come miglior libro fotografico pubblicato in Italia. www.massimosiragusa.it
La premessa è doverosa specialmente per il lavoro raffinato e complesso che voglio presentarvi oggi che è “Teatro d’Italia” di Massimo Siragusa.
Un lavoro di fronte al quale è facile non sentirsi all’altezza.
Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente l’autore, ma mi è bastato sfogliare le pagine del suo libro, edito da Contrasto e curato da Renata Ferri, per rimanere incantato dalla bellezza delle immagini che vanno oltre il racconto dei luoghi o l’interpretazione dello spazio e che molto ci narrano della qualità e della sensibilità di Massimo Siragusa.
Una realtà immobile, suggellata da impronte moderne ma che imbriglia lo sguardo rievocando antichi splendori.
Fotografie che colpiscono per l’armonia e l’equilibrio le quali mi hanno rimandato spontaneamente a due concetti, l’ordine contro il caos e il paesaggio come teatro.
Molto bello è anche il testo di Luca Doninelli di cui non vi anticipo niente.
Teatro d’Italia è stato premiato con il Premio Marco Bastianelli 2013 come miglior libro fotografico pubblicato in Italia. www.massimosiragusa.it
domenica 19 gennaio 2014
#028 - Farm Security Administration
Forse non tutti sanno che fu proprio il 32° Presidente Franklin D. Roosevelt (1882 – 1945) ad istituire nel 1937 la Farm Security Administration, un centro di committenza fotografica allo scopo di documentare la recessione agricola dilagante negli Stati Uniti.
La FSA si trasformò in un gigantesco contenitore di istantanee che riprodussero fedelmente la triste realtà del tempo (circa 270.000 i negativi prodotti) con lo scopo fondamentale di “far conoscere l’America agli americani”.
Erano veicoli di cultura e comunicazione volti a consolidare un’idea di nazione (in Fotografia e committenza pubblica. Esperienze storiche e contemporanee, a cura di Roberta Valtorta).
Pietra miliare della moderna fotografia documentaristica e sociale operò fino al 1943, decretando l’affermazione di una vera e propria generazione di grandi fotografi: Arthur Rothstein, Gordon Parks, Dorothea Lange, Todd Webb, Ben Shahn, Carl Mydans e Walker Evans ed altri.
I negativi sono conservati presso la Library of Congress.
Il confronto con i nostri tempi nasce quasi spontaneo e la riflessione o punto di domanda può essere questa: come può la fotografia, oggi come allora, dare il suo contributo al fine di testimoniare (al di là di tutti gli altri mezzi d’informazione che ci sono adesso) la crisi dei giorni nostri e veicolare nuovi modelli culturali di solidarietà ed integrazione di cui sentiamo tanto il bisogno?
giovedì 12 dicembre 2013
#027 - Luogo e identità nella fotografia italiana contemporanea
Un volume che non può assolutamente
mancare nella biblioteca di un fotografo di territorio e di paesaggio è la
recente pubblicazione dal titolo “Luogo e identità nella fotografia italiana
contemporanea” a cura di Roberta Valtorta.
Il libro edito da Giulio Einaudi fa
parte della collana Piccola Biblioteca Einaudi, ISBN 978-88-06-21490-6 con in
copertina una foto di Guido Guidi del 2002.
Le 350 pagine illustrate sono
composte da quattro contributi importanti:
-
In cerca di luoghi (non si trattava solo di paesaggio) di
Roberta Valtorta;
-
Il luogo e la scena: la città come testo fotografico di
Antonello Frongia;
-
Attualità del documentario di William Guerrieri;
-
Narrazioni collettive dello spazio pubblico di Matteo
Balduzzi.
Dalla quarta di copertina “Questo
volume è dedicato al legame tra l’uomo contemporaneo e i territori che abita,
così come è stato affrontato dalla fotografia italiana dagli anni Settanta fino
ai giorni nostri.”
Molto interessante.
venerdì 29 novembre 2013
#026 - Guido Guidi
Oggi chiuderà i battenti la prima
mostra fotografica romana di Guido Guidi intitolata “Cinque paesaggi, 1983 –
1993” la quale era stata felicemente inaugurata il 20 settembre.
Tanto per cambiare ho aspettato
fino all’ultimo respiro per poterla visitare, complice il fatto che la mostra
stessa rimaneva aperta dal lunedì al venerdì mentre i miei giorni liberi sono,
guardacaso, il sabato e la domenica.
Ieri ho dovuto prendere un giorno
di ferie per compiere il mio strano quanto spezzettato viaggio verso la
capitale.
Da Bastia Umbra dove abito sono
arrivato fino ad Orte in auto, da Orte fino a Roma Termini con un treno regionale, da Roma Termini fino al
Circo Massimo con la Linea B della metropolitana e dal Circo Massimo fino
all’ICCD (istituto centrale per il catalogo e la documentazione) dove si teneva
l’esposizione a piedi.
Nel testo di presentazione della
rassegna si legge che “le 130 fotografie in mostra, per il loro stile
“documentario”, forniscono una descrizione accurata e anti-retorica di luoghi
considerati marginali dall’iconografia ufficiale; allo stesso tempo, a distanza
di trent’anni esse assumono già un inestimabile valore storico a fronte delle
rapidissime trasformazioni subite dal paesaggio e nel contesto della rinnovata
attenzione portata su di esso dalla cultura urbanistica e paesaggistica”.
Dal canto mio aggiungerei che la
visione colta del maestro cesenate oltre che ispirare un’attenta riflessione
sul paesaggio contemporaneo e sulle sue trasformazioni ci meraviglia con una
rappresentazione della realtà dai toni pacati e dal linguaggio semplice e
complesso allo stesso tempo, “per il quale fotografare è anzitutto cercare
soluzioni possibili al problema del guardare”.
Il catalogo, ISBN
978-88-905072-2-9, edito da Postcart / iccd, a cura di Antonello Frongia e
Laura Moro è ben fatto e non può mancare nelle biblioteche di fotografi e
appassionati di questo tipo di fotografia.
Per chi avesse perso la mostra, la
bella notizia è che la stessa sarà replicata a Cesena, nello spazio espositivo
del Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum, Università di
Bologna dal 17 dicembre al 19 gennaio.
lunedì 18 novembre 2013
#025 - George Tatge
Quando
devi scrivere un piccolo pezzo su una celebrità della fotografia come George
Tatge per tanti motivi tutto diventa più difficile:
Uno
– Perché è già stata scritta così tanta roba su di lui che è quasi impossibile
aggiungere ancora qualcosa di interessante da poter mostrare su questa umile
finestra sul web.
Due
– Perché ho imparato ad apprezzare ed amare così tanto il suo modo
assolutamente “slowly” di fare fotografia che per me rappresenta molto più di
un punto di riferimento. La stessa Giovanna Calvenzi su sul Corriere della Sera del 7
agosto 2012 ha scritto su di lui un bellissimo articolo intitolato Sguardo veloce, procedimento lento che è tutto un dire.
Tre
– Perché dopo aver avuto la fortuna di conoscere George personalmente, la stima
e l’affetto per la persona ha quasi superato quella per il fotografo, casomai
fossero le stesse separabili l’una dall'altra.
La
sua biografia è degna di un romanzo e sul suo sito georgetatge.com comincia
così “George Tatge è nato a Istanbul nel 1951 da madre italiana e padre
americano. Ha trascorso l’adolescenza tra l’Europa ed il Medio Oriente prima di
trasferirsi negli Stati Uniti. Laureato in letteratura inglese, incominciò a
studiare la fotografia con l’ungherese Michael Simon. Si trasferì in Italia nel
1973”.
Da
umbro mi piace ricordare che per 12 anni ha soggiornato a Todi e che il suo
primo libro è stato “Perugia terra vecchia, terra nuova” del 1984.
Altro
momento significativo da sottolineare della sua immensa carriera è che Tatge “Dal
1986 a 2003 è stato dirigente tecnico-fotografico della Fratelli Alinari di
Firenze”.
Un caro saluto a George e un abbraccio a tutti i visitatori (sempre più numerosi) di questo blog.
Un caro saluto a George e un abbraccio a tutti i visitatori (sempre più numerosi) di questo blog.
sabato 2 novembre 2013
#024 - L'Archivio dello Spazio
Quando qualche tempo fa affrontammo l’argomento a me tanto caro della fotografia del territorio, si fece riferimento ad alcuni esempi di committenza pubblica che si distinsero “come efficace veicolo di documentazione, testimonianza e memoria”.
Uno degli esempi più celebri di indagine del paesaggio contemporaneo, in Italia e nel mondo, è il progetto “Archivio dello Spazio”, che prese il via nei magnifici anni ottanta e che ha comportato una lunga serie di campagne fotografiche sul territorio della Provincia di Milano le quali hanno avuto fine dieci anni dopo nel 1997.
Nel 1987 infatti undici fotografi per primi (Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Cesare Colombo, Mario Cresci, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Pepi Merisio, Massimo Pacifico e George Tatge) vengono incaricati di esplorare il territorio provinciale milanese facendo riferimento a precise tipologie architettoniche, monumentali e ambientali al fine di ricostruire il rapporto tra il bene fotografato e il contesto nel quale in quel momento è inserito.
Da questa magnifica esperienza nascerà il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (MI).
Per chi volesse approfondire si segnala tra gli altri il libro Quaderno di Villa Ghirlanda n. 6 “Fotografia e committenza pubblica. Esperienze storiche e contemporanee” Lupetti, 2009 ISBN 9788883911972 a cura di Roberta Valtorta direttrice del museo.
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